di SALVATORE MARTORELLI da Il Giorno
ARTIGIANI, commercianti e ditte che hanno con l’Inps, per versamenti non fatti o pagati in ritardo, qualche «pendenza» da farsi perdonare temono sempre di trovare nella buca delle lettere una sgradita sorpresa! Se hanno debiti con l’Ente di previdenza, tra la loro posta può fare capolino anche una cartella esattoriale che preannuncia l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, se non si provvederà a pagare nei termini. In questi casi, se si ha la disponibilità delle somme, conviene mettere tutto a posto in tempi brevi per evitare altri problemi; se, invece, non abbiamo disponibilità economica immediata, ma vogliamo comunque metterci in regola l’unica possibilità è quella di chiedere una rateizzazione del debito. Ecco, allora , tutto quello che c’è da sapere su questo argomento.
LA RICHIESTA La competenza ad accogliere le richieste di rateizzazione delle somme richieste nelle cartelle esattoriali per debiti dovuti al Fisco, ai Comuni, agli Enti previdenziali e altri enti pubblici, è affidata dalla legge a Equitalia, società a capitale pubblico (51% Stato e 49% Inps) incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale di tasse e contributi.
I debitori dell’Inps possono, però, usufruire di un «doppio binario» perché la rateizzazione di questi debiti può essere chiesta, oltre che ad Equitalia, anche allo stesso Ente previdenziale.
A CHI La domanda di pagamento rateale va presentata, utilizzando gli appositi moduli scaricabili anche via internet dal sito www.equitaliaspa.it, agli sportelli delle esattorie competenti per territorio, allegando la documentazione necessaria che varia a seconda del soggetto che richiede la rateizzazione. Così ad esempio, le persone fisiche devono allegare alla richiesta la certificazione Isee mentre le società di capitale la copia dell’ultimo bilancio dell’azienda. In alternativa alla presentazione allo sportello è anche prevista la possibilità di spedirla per posta.
LA RATEAZIONE In teoria, può essere accolta solo quando il debitore è in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà, cioè quando ci si trovi nella impossibilità di pagare il debito iscritto a ruolo in un’unica soluzione; inoltre deve riguardare tutte le somme iscritte ai ruoli esattoriale e non può essere concessa per un numero di rate superiore a 72 rate mensili e l’importo della rata non può essere inferiore a 100 euro.
I CRITERI Per chi, sia persona fisica sia società, ha un debito complessivo fino a 5.000 euro, basta una semplice richiesta motivata e per debiti fino a 2.000 euro il numero massimo di rate concedibili è 18; le rate salgono a 24 per debiti compresi tra 2.000 e 3.500 euro mentre sono 36 per somme comprese tra 3.500 e 5.000 euro. Se il debito è, invece, superiore a 5.000 euro, i criteri sono diversi tra le persone fisiche e le ditte individuali e le società di capitale. Per le prime alla domanda va allegata la certificazione Isee, che è rilasciata dall’Inps, dai Comuni e dai Caf e che attesta la ricchezza della famiglia; per le seconde, la richiesta va accompagnata da tutta la documentazione relativa alla liquidità e alla situazione economico finanziaria della società. Una volta presentata la richiesta, sarà l’esattore a comunicarci il suo accoglimento, inviando il piano di ammortamento del debito, comprensivo dell’importo della cartella, degli interessi di mora e degli aggi di riscossione. Attenzione, però: in caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, si decade dal beneficio della rateazione.
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