lunedì 29 giugno 2009

MF analizza i costi delle banche: care

Sulla commissione di massimo scoperto, pardon, sulle commissioni per accordato credito, le banche italiane sono riuscite ad attirarsi le censure della Vigilanza e del Tesoro ancor prima della loro introduzione. E, purtroppo per loro, non si tratta di critiche infondate. Una doverosa premessa: la commissione di massimo scoperto (cms) era tecnicamente sbagliata mentre le commitment fee sono sacrosante. Il problema della cms e' che, nata per scongiurare l'immobilizzo dei conti, era divenuta un compenso accessorio del finanziamento che talvolta produceva risultati abnormi. Di questo erano tutti consapevoli, banche, clienti e Vigilanza, ma per procedere a una revisione e' stato necessario un intervento normativo. Le banche non hanno ammodernato lo strumento, rendendolo non dico meno oneroso, ma piu' aderente ai benefici che la disponibilita' del credito genera per il cliente, e cosi' e' arrivato l'atto d'imperio che ha introdotto il divieto di applicazione della cms.

Ora la storia rischia di ripetersi, se e' vero quanto si coglie dai primi orientamenti delle aziende di credito: l'adozione di un nuovo sistema di definizione dei prezzi, che verra' colpito dalla disapprovazione delle istituzioni, oltre che della clientela, con conseguente nuovo intervento normativo. Il punto centrale e' che nella ridefinizione delle commissioni, le banche sembrano puntare piu' a massimizzare i ricavi che a ottimizzare costi e benefici per le controparti. La messa a disposizione del credito, sia chiaro, e' molto importante per la clientela. La possibilita' di tirare linee di credito aperte permette all'impresa di risparmiare il costo-opportunita' della detenzione di liquidita'. Giusto quindi che l'affidato paghi questo servizio, che equivale in sostanza a un'opzione put su una propria passivita', che la banca e' obbligata ad acquistare qualora la controparte eserciti la facolta'. Come noto, il valore di un'opzione dipende anche dalla volatilita' dei prezzi ed e' quindi comprensibile che oggi il valore teorico di tale opzione sia piuttosto alto, benche' il costo-opportunita' della detenzione di riserve liquide appaia modesto. In termini piu' banali, nel momento in cui l'acquisizione di finanziamenti sembra piu' difficile, accordare una linea di credito ha piu' valore. Dunque, le commitment fee sono piu' che legittime e possono assumere anche un'entita' non lieve.

Ma l'inquadramento teorico proposto conduce anche a un'altra conclusione: la varianza di questo prezzo non puo' essere amplissima. A differenza del costo dei fondi, che include il premio al rischio soggettivo, altamente variabile, le commissioni dovrebbero essere oggettive, cioe' non correlate alla controparte. Includere elementi soggettivi come la stima della probabilita' di effettivo tiraggio e' metodologicamente errato.

Le inchieste giornalistiche danno invece l'idea di prezzi molto alti, fino all'1% trimestrale, che porterebbero il costo della disponibilita' a superare quello dell'utilizzo! Ovviamente, dal massimo al minimo c'e' spazio di negoziazione fra le parti. Ma sarebbe come mettere in vetrina una Panda a 80 mila euro e poi dire al cliente che rilevasse quanto e' cara che comunque a 12.500 viene via. Io non giudicherei bene il comportamento di quel venditore e mi resterebbe la sgradevole impressione che abbia provato a rifilarmi la simpatica utilitaria italiana al prezzo di una prestigiosa station wagon tedesca superaccessoriata.

Il modo con cui le banche stanno impostando il tema suscita un'altra considerazione. Una riforma cosi' profonda delle logiche di pricing e' un'occasione preziosa per ogni singola banca per differenziarsi dagli altri, creando un vantaggio competitivo. Certo, il mercato tende nel tempo ad allineare politiche e livelli di prezzo, prova dell'esistenza della concorrenza nel sistema bancario italiano, ma una cosa e' il livellamento prodotto dalla concorrenza, altra e' l'assenza di proposte differenziate per cercare di meglio aderire alle esigenze del cliente, senza per forza sacrificare i ricavi nel medio periodo. Per rimanere nel settore bancario, possiamo prendere l'esempio dei conti a pacchetto o dei cosiddetti conti zero. Qualcuno ha avuto l'idea, l'ha lanciata e ha conquistato clientela. Gli altri hanno attuato comportamenti imitativi per non perdere terreno. Certo, cosi' hanno eroso il vantaggio competitivo acquisito dal leader, ma e' noto che nei servizi finanziari il vantaggio del prezzo non resiste a lungo proprio perche' imitabile. Ma le soluzioni tecniche per una migliore articolazione delle commitment fee non mancano e sarebbe un grave errore non praticarle. Mario Comana MF-Mercati Finanziari


fonte: Milano Finanza

sabato 27 giugno 2009

Prestiti alle imprese

Unicredit, Intesa Sanpaolo e BNL a sostegno delle imprese italiane. I tre istituti di credito hanno deciso di concedere fidi alle imprese in difficoltà che lo richiedessero.

Mentre Unicredit Banca ha deciso di erogare finanziamenti solo a Roma pari ad una cifra di 85 milioni di euro da destinare a circa 2000 imprese, Intesa Sanpaolo ha stipulato un accordo con Assolombarda di circa 200 milioni di euro a sostegno del capitale circolante per le Pmi di Milano e della provincia.

Nella capitale è scattata anche l’operazione Impresa Italia, un progetto da 7 miliardi di euro di finanziamenti a tassi agevolati destinati alle Pmi italiane, pensato sempre da Unicredit e con Confidi e accordi con le Associazioni di categoria. Destinati, invece, a Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta i finanziamenti di BNL- Gruppo Bnp Paribas e Unionfidi Piemonte che hanno messo a disposizione delle imprese di queste regioni 100 milioni di euro.

La durata dei finanziamenti concessi, di natura revolving, sarà di 18 mesi. Non avranno vincoli di destinazione e con la possibilità di rimborsati progressivamente grazie ad un’ulteriore linea di fidi.

sabato 20 giugno 2009

INTESA SANPAOLO: LANCIA SUPERFLASH, IL CONTO CORRENTE IN UNA CARTA

(ASCA) - Roma, 16 giu - Accredito dello stipendio, ricevere e inviare bonifici, ricariche telefoniche e a breve anche la domiciliazione delle bollette. Tutto questo sara' possibile con la carta Superflash lanciata da Intesa Sanpaolo, una carta innovativa destinata a semplificare la gestione di molti servizi bancari. Con SuperFlash infatti Intesa Sanpaolo lancia un nuovo modo di fare banca.''SuperFlash - si legge in un comunicato - e' infatti la nuova piattaforma che consentira' ai clienti di Intesa Sanpaolo di scoprire un modo piu' semplice, veloce ed economico di gestire tutte le principali operazioni di incasso e pagamento''.Con questa iniziativa Intesa Sanpaolo si rivolge in particolare ai giovani, con un prodotto innovativo, semplice e conveniente. Studenti che devono andare all'estero per una vacanza studio, o vivono lontano da casa e ricevono periodicamente delle somme di denaro da parte dei genitori, potranno utilizzare SuperFlash come soluzione disegnata per le loro esigenze.SuperFlash consente di effettuare numerose operazioni direttamente con la propria carta, senza doversi recare in filiale, semplicemente collegandosi ad Internet, attraverso uno sportello automatico o grazie a cellulari di ultima generazione con connessione dati UMTS.Per i giovani lavoratori che non hanno ancora bisogno di un conto corrente, ma desiderano uno strumento per ricevere lo stipendio ed effettuare acquisti in internet in modo sicuro, e' possibile, con SuperFlash, effettuare l'accredito dello stipendio sulla propria carta, ricevere ed inviare bonifici, controllare i propri movimenti, effettuare ricariche telefoniche e, tra non molto, si potra' anche domiciliare le bollette ed altri pagamenti tramite RID.

venerdì 19 giugno 2009

Credito: finanziamenti a famiglie in calo, mutui ko

A fine 2009 i finanziamenti complessivi alle famiglie italiane conosceranno una contrazione dello 0,8% proseguendo il trend che ha portato il credito alle famiglie segnare un debole +1,2% a dicembre 2008 rispetto al +9,2% di fine 2007. Sono le stime dell'Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia che prevede una ripresa della dinamica dei finanziamenti complessivi a partire dal 2010 (+2,4%) e soprattutto nel 2011 (+4%) quando dovrebbe farsi sentire anche un recupero degli investimenti residenziali. Il primo trimestre 2009 è stato infatti drammatico sul fronte dei mutui immobiliari: -23,4% le nuove erogazioni rispetto allo stesso periodo 2008. La ripresa delle erogazioni alle famiglie nel biennio 2010-11 dovrebbe essere guidata dalla vivacità del credito al consumo il cui peso sul totale delle erogazioni è previsto in crescita dal 21% al 23%. Andranno incontro a una stabilizzazione invece le quote dei prestiti per l'acquisto della casa (49%) e le altre tipologie di crediti (28%). Nel complesso l'erogazione dei crediti nei prossimi due anni riprenderà a ritmi più sostenuti nel Nord Italia, mentre sarà più timida al Centro e al Sud. Il 2008 è stato un anno molto difficile per credito al consumo e mutui immobiliari. L'indagine dell'Osservatorio sul credito al dettaglio segnala anche come a dicembre 2008 l'incremento delle consistenze complessive nel mercato del credito al consumo abbia rallentato a +4,5% su base annua (dal +14% di fine 2007). Ai minimi da 15 anni il nuovo credito erogato che ha registrato un +1,3%, mentre nel primo quadrimestre 2009 si è verificata una flessione dell'11,3%. Da segnalare la forte difficoltà dei prestiti finalizzati per l'acquisto di auto e moto (-13,7%), ma anche quelli destinati all'arredo (-10,7%). In decisa controtendenza invece i finanziamenti erogati contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione (+39,3% contro il +12% del 2007).In flessione (-0,9% su base annua) le consistenze del comparto mutui immobiliari nello scorso anno con un crollo (-14,4%) per le nuove erogazioni. Il 2008, evidenzia il rapporto Assoin-Crif-Prometeia, è stato l'anno della migrazione al tasso fisso: il 72% dei mutui di nuova erogazione ha riguardato questa tipologia di prestiti contro il 52% del 2007.
di Arianna Ferrari da Milano Finanza

giovedì 18 giugno 2009

Attenti ai costi dei prestiti troppo facili!

«Non sono mai convenienti come sembra e spesso vengono sottoscritti al buio»
«Attenti ai costi dei prestiti troppo facili»Il Ctcu altoatesino mette in guardia dalle promozioni che contengono informazioni volutamente incomplete
BOLZANO. Il ricorso troppo 'leggero' a finanziamenti facili possono avere pesanti conseguenze sull'economia quotidiana delle famiglie e, comunque, del richiedente un 'credito al consumo' che ricorre, aggirando le banche, a finanziatori terzi. Il Ctcu lancia quindi l'allarme.«Da qualche tempo in qua, la città di Bolzano viene regolarmente sommersa da volantini che promettono prestiti in tempi ultrarapidi e a tassi stracciati. Si tratta di offerte di credito al consumo tanto allettanti, quanto insidiose - denuncia in una nota il Centro Tutela Consumatori Utenti altoatesino - I contenuti semplificati servono a mascherare costi altissimi. Questo tipo di finanziamento non è quasi mai conveniente come sembra. Nonostante i vantaggi e la facilità di accesso sbandierati dagli slogan pubblicitari, sul credito al consumo vengono applicati interessi da capogiro. Non di rado il tasso annuo effettivo rasenta la soglia d'usura e in molti casi la supera, arrivando anche fino al 30%. 'Dettagli' che la réclame si guarda bene dall'evidenziare. Infatti: buona parte dei volantini in questione riporta solo il tasso d'interesse nominale (Tan), il quale non esprime tutti gli oneri connessi al credito al consumo. Vittime predestinate - nota il Ctcu che raccomanda come il credito al consumo non debba essere considerato come un'opzione facile per l'aquisto di beni voluttuari - dei mediatori creditizi poco seri sono i gruppi più deboli, ad esempio gli anziani. I volantini incriminati riportano contenuti fuorvianti, per non dire delle condizioni di contratto scritte con caratteri minuscoli e pressoché illeggibili».
da L'Espresso

venerdì 12 giugno 2009

Debiti a rate con l'INPS

di SALVATORE MARTORELLI da Il Giorno
ARTIGIANI, commercianti e ditte che hanno con l’Inps, per versamenti non fatti o pagati in ritardo, qualche «pendenza» da farsi perdonare temono sempre di trovare nella buca delle lettere una sgradita sorpresa! Se hanno debiti con l’Ente di previdenza, tra la loro posta può fare capolino anche una cartella esattoriale che preannuncia l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, se non si provvederà a pagare nei termini. In questi casi, se si ha la disponibilità delle somme, conviene mettere tutto a posto in tempi brevi per evitare altri problemi; se, invece, non abbiamo disponibilità economica immediata, ma vogliamo comunque metterci in regola l’unica possibilità è quella di chiedere una rateizzazione del debito. Ecco, allora , tutto quello che c’è da sapere su questo argomento.

LA RICHIESTA La competenza ad accogliere le richieste di rateizzazione delle somme richieste nelle cartelle esattoriali per debiti dovuti al Fisco, ai Comuni, agli Enti previdenziali e altri enti pubblici, è affidata dalla legge a Equitalia, società a capitale pubblico (51% Stato e 49% Inps) incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale di tasse e contributi.
I debitori dell’Inps possono, però, usufruire di un «doppio binario» perché la rateizzazione di questi debiti può essere chiesta, oltre che ad Equitalia, anche allo stesso Ente previdenziale.

A CHI La domanda di pagamento rateale va presentata, utilizzando gli appositi moduli scaricabili anche via internet dal sito www.equitaliaspa.it, agli sportelli delle esattorie competenti per territorio, allegando la documentazione necessaria che varia a seconda del soggetto che richiede la rateizzazione. Così ad esempio, le persone fisiche devono allegare alla richiesta la certificazione Isee mentre le società di capitale la copia dell’ultimo bilancio dell’azienda. In alternativa alla presentazione allo sportello è anche prevista la possibilità di spedirla per posta.

LA RATEAZIONE In teoria, può essere accolta solo quando il debitore è in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà, cioè quando ci si trovi nella impossibilità di pagare il debito iscritto a ruolo in un’unica soluzione; inoltre deve riguardare tutte le somme iscritte ai ruoli esattoriale e non può essere concessa per un numero di rate superiore a 72 rate mensili e l’importo della rata non può essere inferiore a 100 euro.

I CRITERI Per chi, sia persona fisica sia società, ha un debito complessivo fino a 5.000 euro, basta una semplice richiesta motivata e per debiti fino a 2.000 euro il numero massimo di rate concedibili è 18; le rate salgono a 24 per debiti compresi tra 2.000 e 3.500 euro mentre sono 36 per somme comprese tra 3.500 e 5.000 euro. Se il debito è, invece, superiore a 5.000 euro, i criteri sono diversi tra le persone fisiche e le ditte individuali e le società di capitale. Per le prime alla domanda va allegata la certificazione Isee, che è rilasciata dall’Inps, dai Comuni e dai Caf e che attesta la ricchezza della famiglia; per le seconde, la richiesta va accompagnata da tutta la documentazione relativa alla liquidità e alla situazione economico finanziaria della società. Una volta presentata la richiesta, sarà l’esattore a comunicarci il suo accoglimento, inviando il piano di ammortamento del debito, comprensivo dell’importo della cartella, degli interessi di mora e degli aggi di riscossione. Attenzione, però: in caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, si decade dal beneficio della rateazione.

giovedì 11 giugno 2009

ZOPA: aumentano i prestiti erogati

Continuano a salire i prestiti erogati attraverso la community online di social lending, Zopa.it. Il dato aggiornato ai primi dieci giorni di maggio, infatti, parla di 6,2 milioni di euro (dai 5,2 risultanti al 10 marzo scorso), il 60% di cui coperto da assicurazione in caso di disoccupazione, morte o capacità, per un totale di 1.150 prestiti e un importo medio di 5.500 euro.

Il successo, come spiega l'amministratore delegato di Zopa.it, Maurizio Sella, è legato a più fattori: "Innanzi tutto abbiamo superato l'anno di età e gli utenti soddisfatti del nostro servizio hanno sparso la voce. In secondo luogo stiamo avendo molta visibilità sui media, dalla stampa alle radio e alla tv. Inoltre, va considerata non tanto la crisi finanziaria, quanto il recente crollo delle Borse, che ha reso molto appetibile l'investimento in Zopa.it in veste di prestatori".

Va infatti ricordato che per questi ultimi nei 12 mesi passati il rendimento medio lordo è stato del 7,9%, mentre i richiedenti hanno goduto di un Taeg medio del 9,6 per cento. I dati sulle erogazioni di prestiti collocano Zopa.it al terzo posto della classifica europea di social lending, alle spalle di Zopa Uk e della tedesca Smava.

Recentemente Zopa.it ha presenziato alla manifestazione "Fa' la cosa giusta", mentre tra i prossimi programmi, come fa sapere Sella, ci sono l'Investment & Trading Forum di Rimini 2009, in calendario per il 21 e 22 maggio, più "un evento che stiamo organizzando per farci conoscere il 4 giugno a Roma".

da finanza.com

martedì 9 giugno 2009

Libro: Siamo tutti debitori

Gli italiani sono sempre stati per tradizione grandi risparmiatori, ma negli ultimi dieci anni l’indebitamento delle famiglie ha registrato tassi di crescita preoccupanti.

In questo scenario, il crollo dei mercati nel 2008 ha aggravato ulteriormente la situazione economica dei nuclei familiari, ma sarebbe un grave errore attribuire la responsabilità dei nostri debiti solo alla crisi corrente che ha avuto, nonostante tutto, il merito di svelare un allarmante trend negativo: stiamo diventando un paese di sovraindebitati.

Secondo l’autore, uno dei massimi esperti italiani di gestione e recupero crediti, i motivi profondi sono da ricercarsi soprattutto all’interno della famiglia. Alla base del problema vi è spesso una scarsa o del tutto assente cultura finanziaria e creditizia, una totale mancanza di bilanci che hanno il pregio di monitorare costantemente lo stato di salute delle nostre finanze, mettendoci al riparo da investimenti incauti e fornendoci gli strumenti per reagire agli imprevisti.

In questo vero e proprio manuale di autodifesa per famiglie sull’orlo del fallimento, Gianpaolo Luzzi invita a ripensare seriamente le nostre convinzioni sul denaro e la nostra attitudine verso il consumo, ricordandoci che saper gestire i debiti, eliminarli e poter ricominciare da zero è come avere la possibilità di vivere una seconda vita.

di antonio iuri donati da gestcredit.wordpress.com

lunedì 8 giugno 2009

Consolidamento debiti, come fare?

Il consolidamento debiti è un tipo di finanziamento di norma rivolto ai soggetti che hanno diversi prestiti in corso e che sentono l'esigenza di accorparli in un finanziamento unico.

Il consolidamento debiti permette di unificare più prestiti e debiti in un unico finanziamento, caratterizzato da un nuovo piano di ammortamento. Le rate facenti capo ai diversi prestiti sono tipicamente accorpate in una rata unica, da corrispondere periodicamente all'istituto finanziante.

Mediante l'allungamento dei tempi di rimborso, il soggetto che ricorre al consolidamento dei debiti può spesso usufruire di una rata mensile ridotta e, in specifici casi e condizioni, di importi aggiuntivi.

E' possibile distinguere due principali tipologie di consolidamento debiti: il prestito di consolidamento ed il mutuo di consolidamento.
da consolidamentodebiti.org

sabato 6 giugno 2009

Carte di credito sul cellulare?

Grazie ad un accordo tra Nokia e Visa, stipulato lo scorso ottobre, sta per arrivare sul mercato americano il primo telefono cellulare che funzionerà anche come carta di credito.

Questo nuovo servizio era stato già annunciato al Mobile World Congress di Barcellona e potrà essere utilizzato in più di 1800 negozi e centri commerciali degli Usa, per pagare il telepass autostradale e per parcheggi e pedaggi.

Il modello di cellulare con cui si potranno fare queste operazioni è il Nokia Classic 6212 dotato dell’avanzata funzionalità Nfc (Near-Field Communications) che permetterà di acquistare beni e servizi semplicemente avvicinando il dispositivo ad un lettore compatibile.
Questa tecnologia viene già utilizzata per alcuni accessi con pass elettronico, ad esempio all’interno di fiere e congressi.

Molti i vantaggi non solo in praticità e comodità ma anche in termini di sicurezza. Pagando con questa modalità non sarà più necessario mostrare il proprio numero di carta o utilizzare i tradizionali pos. Inoltre, per rendere le proprie transazioni ancora più sicure, è possibile impostare il dispositivo in modo tale che tutte le operazioni siano consentite solo dopo aver insertio un ulteriore codice.

Per poter usufruire del servizio pagamenti da cellulare è necessario sottoscrivere un abbonamento e installare un’applicazione di sicurezza.

I pagamenti elettronici Nfc sono già attivi in Malesia e gli Stati Uniti saranno la prima nazione occidentale a poter utilizzare gli account Visa in questo modo. Presto però è prevista l’espansione del servizio anche in Europa.

da azfinanza.com

venerdì 5 giugno 2009

COSA SONO I PRESTITI FIDUCIARI

COSA SONO I PRESTITI FIDUCIARI

Il prestiti fiduciari sono forme di finanziamento non finalizzata all'acquisto di un bene di consumo utile per chi ha problemi di liquidità.

Il finanziamento fiduciario viene erogato dalle finanziarie o dalle agenzie di finanziamenti tramite assegno bancario o bonifico intestato al richiedente.

Il rimborso avviene tramite rate mensili.

Per la valutazione di prestiti fiduciari vengono generalmente considerati sia il carico fiscale del richiedente inteso come altre trattenute sul conto corrente, sia le entrate che permettono il pagamento delle rate.

I prestiti fiduciari possono essere richiesti da tutti i profili di lavoratori.

giovedì 4 giugno 2009

Prestiti senza conto corrente (Banco Posta)

Prontissimo è un nuovo prestito di Poste Italiane, ecco come viene descritto:

Prontissimo è il prestito che puoi ottenere rapidamente anche se non hai un Conto BancoPosta o un c/c bancario. Da oggi a tua disposizione se lavori e risiedi in Italia e hai tra i 18 e i 70 anni, qualunque sia la tua attività lavorativa (dipendente, autonomo, atipico o pensionato) e la tua nazionalità.

Alcuni tra gli aspetti più interessanti sono:

Convenientissimo
  • Nessuna spesa di istruttoria
  • Nessuna commissione per l’incasso delle rate e per l’invio delle comunicazioni
  • TAN del 12,50% TAEG/ISC massimo del 13,25%
  • Nessuna spesa per l’estinzione anticipata